Libro sul comò?

Discussioni varie a sfondo musical operistico... ma non solo
Avatar utente
Tosca
Messaggi: 28561
Iscritto il: 13 lug 2001 14:27
Località: Viareggio

Re: Libro sul comò?

Messaggio da Tosca » 09 nov 2020 18:18

Ho iniziato almeno quattro libri, di cui non ricordo più il titolo, e non sono andata oltre la decima pagina.
La sovrana lettrice, di cui sopra, è stata l'ultima lettura Kindle che mi ha avvinto.
Ho, però, sul comodino Tutte le poesie di Giorgio Caproni, edizione i Meridiani, che mi guarda e mi sorride. Ogni sera lo apro, a caso, e leggo una poesia.
Non conoscevo Caproni, ero al corrente di qualcosa della sua biografia, mi ispirava "affetto" perché era livornese, forse avevo letto qualcosina ma con poca attenzione.
Durante l'estate siamo passati in zona Fontanigorda ed è stata citata la poesia che rammenta questa località; ho subito cercato il testo che è stato letto mentre attraversavamo quella zona, a me sconosciuta, che è Liguria ma quasi Emilia e che non pare né Liguria né Emilia. La poesia mi incantò; pochi giorni dopo giunse un corriere con il libro e il passo conseguente fu una gita mirata a Fontanigorda.
Caproni è, per me, fantastico! Parla "una lingua" a me comprensibilissima, racconta di cose che per me sono facili da capire, di sentimenti che non mi sono sconosciuti. Potente è la frequente ironia, assai poco "velata", a me così familiare.
Immagine
A Fontanigorda ho fatto questa foto; credo sia uno dei rari casi in cui viene ricordata una poesia in uno spazio pubblico.


Immagine

Mala tempora currunt sed peiora parantur

Marilisa Marilì Lazzari

Avatar utente
marcob35
Messaggi: 887
Iscritto il: 07 set 2017 16:59
Contatta:

Re: Libro sul comò?

Messaggio da marcob35 » 10 nov 2020 16:59

Donna Beatrice al tempo del Covid (La sorella)

Mentre il morbo infuria e il pan (quasi) ci manca, c'è chi-musicista parrebbe essere a sentir lei stessa-fa uscire in data 3 novembre per i prestigi della UTET [*], un altro scritto proprio, il secondo a brevissima distanza da un primo campionario di sciocchezze di cui ho già riferito.
E' l'ultima ora se non di Venezia, ma della Maestra Venezi (il calembour è scontato, perdonatemi), che impossibilitata ad emergere come direttore d'orchestra donna, non si sa se causa Covid o per incapacità costituzionali (malgrado la sua accanita propaganda ovunque, da Augias a tutte le testate della stampa e Caroselli), affida alla pubblicistica il proprio valore di musicista.

Lo fa con l'argomento che le è più congeniale e caro: sono una donna, non sono una santa ossia vi ricanto che le femmine possono far musica allo stesso livello dei maschietti, ed ecco dunque una compilazione (nulla di più) di medaglioni triti e ritriti, da Wikipedia, sulle nobilissime visioni che la Storia musicale e giù di lì propone.
Che insistere (troppo) sulla questione produca esattamente l'effetto contrario e che dunque Donna Beatrice, sarà riuscita non a convincerci della sua tesi, ma esattamente del contrario va da sé, appare tranquilla cosa.
Ha fatto benissimo dunque la signorina lucchese a mettere come epigrafe alla sua fatica letteraria quanto segue:

"Non ci sono donne compositrici, non ci sono state e non ci saranno mai!"
Sir Thomas Beecham, fondatore della London Philarmonic Orchestra, 1920

Sante parole. Chi sia stato Beecham, come direttore d'orchestra e uomo di cultura, la Nostra probabilmente ignora, o fa credere che lo sappia (ma non è così). Fosse ella un decimo del maestro inglese (a fine carriera, di Donna Beatrice) sarebbe un bel traguardo.
Va detto che l'Inglese non era razzista o conservatore e antifemminista avanti lettera, ma la Venezi prosegue a épater le bourgeois coi suoi stratagemmi liceali allorché scrive.
Al vero pure quando parla in diretta Facebook da casa propria (chi non ha visto non ha le prove tangibili di quanto vado asserendo, ma posso provarlo).

Ecco dunque una introduzione di sei paginette che preludono al contenuto del volumetto dove si va da (sai che scoperta) Nannerl Mozart a Fanny Mendelssohn a Clara Schumann a (chissà perché) Maria Callas etc etc.
E Donna Beatrice avverte...

Questa è la storia di alcune donne uniche. Musiciste geniali. Compositrici innovative. Interpreti sublimi. Donne uniche capaci di emergere in un mondo che avrebbe fatto volentieri a meno di loro. Che le ha considerate inadatte, sfrontate, scandalose, incapaci. Che di volta in volta si è appellato alla morale comune o a una presunta superiorità biologica che concedeva il talento di produrre buona musica solo agli uomini. Allora questa è la storia di alcune donne uniche, in un mondo di uomini. La storia di come, nonostante i pregiudizi, nonostante le restrizioni, un gruppo di donne ribelli decise di sfidare le convenzioni per amore dell'arte e della musica. Una ribellione che molto spesso ha finito per essere esclusa dalla storiografia ufficiale.

Poi la Venezi si slancia a percorrere secolo dopo secolo dall'Alto Medioevo ai giorni nostri, trovando sempre la solita musica: le donne no, musica e donne non vanno né bene, né (soprattutto) assieme. Non si salva nessuno (anzi nessuna), si sia nel Barocco o nel Romanticismo. Non c'è trippa per gatti (anzi gatte). E alla fine della lamentazione introduttiva ecco che sferra il colpo finale:

Ogni donna che abita in questo libro è una donna che vorrei essere stata, che forse sono, o che mai sarò. Ognuna di loro, a distanza di chilometri e secoli, ha a che vedere con la complessità e col coraggio che ci vogliono per comporre la parola musica. Questa è dunque la storia di alcune donne uniche in un mondo di uomini. Musiciste geniali. Compositrici innovative. Interpreti sublimi.

E conclude la sua praefatio sentenziando:

Una storia fatta di pregiudizi e imposizioni, spesso triste, di sconfitta e ribellione, di talento e passione: la storia di alcune donne uniche, geniali, innovative, ribelli, donne senza le quali io, oggi, forse non potrei salire su un podio.
Al che le si potrebbe rispondere alla Gigi Proietti, morto proprio il giorno avanti della pubblicazione del volume: "Magaaari..."!


[*] Beatrice Venezi, Le sorelle di Mozart: Storie di interpreti dimenticate, compositrici geniali e musiciste ribelli, Milano, 142 pagg., edizione cartacea e kindle

[1 ec per typo]


venezi 8 copertina.PNG
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Ultima modifica di marcob35 il 13 nov 2020 19:56, modificato 2 volte in totale.
...continui,inutili,pretestuosi,ammorbanti,futili,oziosi,sterili,irragionevoli, fatui,insensati,ripetitivi e gratuiti interventi,che dispensa con straordinaria generosità in tutte le sezioni del forum affliggono pesantemente.
-"GEWURZTRAMINER"

Avatar utente
marcob35
Messaggi: 887
Iscritto il: 07 set 2017 16:59
Contatta:

Re: Libro sul comò?

Messaggio da marcob35 » 12 nov 2020 12:50

Una recensione di Paolo Isotta su un libro specialistico

Il Théâtre des Italiens a Parigi, la vera Rivoluzione di Verdi

Vernazza ricostruisce il rapporto del compositore con la capitale francese: lì la sua grandezza è unanimemente riconosciuta, tanto da trattare anche con l’Opéra

Il Fatto Quotidiano 12 Nov 2020 - Paolo Isotta

Tra la fine del Settecento, specie in periodo rivoluzionario, e l’ottocento, v’era a Parigi una miriade di teatri. Farne la storia richiederebbe volumi. C’interessa ora il Théâtre des Italiens (“degli Italiani”), in gergo detto “les Italiens”, ove si recava una certa società aristocratica e alto-borghese, dai gusti, per lo più, rivolti al “Bel Canto”, e quindi a Rossini, che ne fu Direttore e poi, a lungo, direttore occulto.
Pensiamo solo che les Italiens ospitò la prima esecuzione assoluta de I Puritani di Bellini, proprio sotto l’egida di Rossini, che l’amava moltissimo e lo istruì, per l’occasione, nei segreti dell’orchestrazione.

Gli "Italiani" vennero inaugurati con un decreto di Napoleone – “Primo Console” – del 1801 . Chiusero definitivamente nel 1878, dopo la disfatta del nipote Imperatore, Napoleone III.
Il loro fine era quello di rappresentare Opere italiane, per lo più in lingua originale, in uno stile esemplare, con una generazione di ritardo. Vi passarono tutti, dai sommi ( Rossini, Donizetti, Bellini, Mercadante), a ogni genere di minori.
Si capisce, perché Parigi era considerato il centro del mondo, persino sotto un Re despota, incapace, furbastro e ignominiosamente deposto come Luigi Filippo. Naturale che un altro Sommo, Verdi, ne venisse attirato.

Ne tratta un libro di grande importanza: "Verdi e il Théâtre Italien di Parigi (1845-1856)" di Ruben Vernazza (Libreria Musicale Italiana, 2019, euro 25). Ma Verdi era un’altra cosa. Aveva per culto l’assolvere le proprie obbligazioni; ed era inesorabile nel pretendere l’assolvesse la controparte. Di più: la sua altezza quale compositore venne così presto e così unanimemente riconosciuta (a parte il critico Fétis, che verso di lui occupò lo stesso ruolo di “cretino ufficiale” che Sainte-beuve tenne verso Flaubert): che Verdi poteva permettersi di trattare simultaneamente anche con un teatro assai più grande degli Italiens, ritenuto il primo del mondo e detto in gergo l’opéra, ossia l’Académie Royale (poi Imperiale) de Musique.

Infatti agli Italiens non piaceva. Fino al trionfo del Trovatore del 1854, mentr’egli ne preparava un’edizione in francese per l’opéra.
Ora quello di Vernazza non è solo un bel libro di storia della musica. L’autore si è dovuto immergere nel fango di ricerche defatiganti e umilianti, fatte sui luoghi.
S’è occupato di strozzini, di cessioni del credito e del debito, di ufficî esercitati per interposta (talora incerta) persona, di corridoi ministeriali, e simile lordura.

Balzac morì assai presto, nel 1850; ma non solo le sue opere anteriori, anche quelle successive al 1840, dipingono un mondo: per capire il quale, prima di leggere il libro di Vernazza, occorrerebbe conoscere tutta la sua opera, come certo il mio giovane collega Ruben ha fatto. Il quale s’è dovuto anche procurare un’istruzione tecnica su di una materia allora (e per molto) fluttuantissima come il Diritto d’autore.
Anche stavolta Verdi fa la grandissima figura di chi possiede tutti i pregi degl’italiani senza averne i difetti. Una roccia, come Virgilio e Michelangelo.

Al Théâtre des Italiens tutti, nell’alternanza dei ruoli, dovettero maledire il giorno che l’avevano conosciuto. Eseguivano le Opere secondo il gusto dei cantanti e del pubblico: ti arriva uno che pretende un’interpretazione precisa del suo testo, a volte costretto a dirigerlo di persona, perché a Parigi nessuno era capace.
Altro che Rivoluzione del 1789!

Una confessione: con quest’articolo tento di sgravarmi la coscienza, dal momento che il mio Verdi a Parigi era in terze bozze quando quello di Vernazza uscì.
Non potetti farne menzione e nemmeno leggerlo.
Mi sarei chiarificato la vista come con un miracoloso collirio. Mi son dovuto accontentare di Balzac e Flaubert.


Verdi e il théâtre italien di Parigi (1845-1856), di Ruben Vernazza, LIM, 2019 (411 pp.)

ruben vernazza.PNG
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
...continui,inutili,pretestuosi,ammorbanti,futili,oziosi,sterili,irragionevoli, fatui,insensati,ripetitivi e gratuiti interventi,che dispensa con straordinaria generosità in tutte le sezioni del forum affliggono pesantemente.
-"GEWURZTRAMINER"

Avatar utente
Misia
Messaggi: 2738
Iscritto il: 21 ott 2010 17:36
Località: Lazio

Re: Libro sul comò?

Messaggio da Misia » 13 nov 2020 18:36

pbialetti ha scritto:
02 nov 2020 17:45
Ma qui non legge più nessuno?
Come no, spy story come se non ci fosse un domani.
Inoltre ho visto che è uscito un nuovo libro della serie del commissario Bordelli di Marco Vichi, ambientata negli anni Sessanta, quando la Polizia si chiamava Corpo delle guardie di pubblica sicurezza. E poi, per alleggerire, ho visto che è uscito un nuovo romanzo della Bertola... :D
Dio non gioca a dadi con l'universo.
A. Einstein

Il Cosmo è anche dentro di noi. Siamo fatti di materia stellare. Noi siamo la via attraverso la quale il Cosmo conosce se stesso.
C. Sagan

pbialetti
Messaggi: 590
Iscritto il: 24 mar 2011 09:45
Località: Berlino

Re: Libro sul comò?

Messaggio da pbialetti » 16 nov 2020 11:27

Misia ha scritto:
13 nov 2020 18:36

Come no, spy story come se non ci fosse un domani.
Qualche consiglio?

Io sono alle prese con "L'amante di Lady Chatterley". La carica scandalosa che ne ha impedito la pubblicazione per molti anni, vista nel 2020, è ovviamente trascurabile. Le aspirazioni filosofiche, politiche e sociali sono molto alte, ma non so decidermi se mi sta piacendo veramente, né se le sue tesi di fondo mi coinvolgano davvero. Aspetto di finirlo. Si fa però largo in me il sospetto che lo sto trovando un po' datato.
A latere, sempre la buona vecchia coppia Wooster/Jeeves, uscita dalla penna di Wodehouse, per farsi qualche risata in questi tempi cupi.

Avatar utente
Misia
Messaggi: 2738
Iscritto il: 21 ott 2010 17:36
Località: Lazio

Re: Libro sul comò?

Messaggio da Misia » 17 nov 2020 11:43

pbialetti ha scritto:
16 nov 2020 11:27
Misia ha scritto:
13 nov 2020 18:36

Come no, spy story come se non ci fosse un domani.
Qualche consiglio?
Nell'ordine in cui mi vengono in mente. Uno dei miei preferiti di sempre è "La tamburina" di Le Carrè, sullo sfondo del conflitto israelo palestinese; sempre di Le Carrè mi è piaciuto molto anche "Il giardiniere tenace", su un tema più attuale, nello specifico la sperimentazione di un farmaco sulla popolazione africana da parte di una multinazionale farmaceutica, ma con Le Carrè si va in ogni caso sul sicuro; poi molto bello "Enigma" di Robert Harris, ambientato durante la seconda guerra mondiale e infatti l'Enigma del titolo è la macchina usata dai tedeschi per cifrare i messaggi; "Lettera a Berlino" di Ian McEwan ambientato all'inizio della Guerra Fredda; la serie di Andy McNab su Nick Stone, che parla di temi più attuali e la cosa che mi piace è che riesce a descrivere per pagine intere appostamenti in cui Stone non fa praticamente nulla ma non annoia; Daniel Silva, "The messenger", sul terrorismo di matrice jihadista ed è ambientato in Italia, ora di Daniel Silva mi accingo a leggere l'ultimo della serie di Gabriel Allon, agente del Mossad. Poi ce ne sono diversi belli di Ken Follett che sono riportati anche su un manuale di Intelligence, tipo "La cruna dell'ago", "Il codice Rebecca", "Codice a zero" ecc.
Dio non gioca a dadi con l'universo.
A. Einstein

Il Cosmo è anche dentro di noi. Siamo fatti di materia stellare. Noi siamo la via attraverso la quale il Cosmo conosce se stesso.
C. Sagan

Avatar utente
Tosca
Messaggi: 28561
Iscritto il: 13 lug 2001 14:27
Località: Viareggio

Re: Libro sul comò?

Messaggio da Tosca » 17 nov 2020 12:06

Ciao, Anna!
La cruna dell'ago resta uno dei libri più intriganti che io abbia letto.

Paolo: ho riletto qualche anno fa L'amante di Lady C. e devo dire che l'ho trovato, per la seconda volta, di una noia mortale.
:(
Immagine

Mala tempora currunt sed peiora parantur

Marilisa Marilì Lazzari

Avatar utente
Misia
Messaggi: 2738
Iscritto il: 21 ott 2010 17:36
Località: Lazio

Re: Libro sul comò?

Messaggio da Misia » 18 nov 2020 14:51

Tosca ha scritto:
17 nov 2020 12:06
Ciao, Anna!
La cruna dell'ago resta uno dei libri più intriganti che io abbia letto.
Con questi romanzi ho passato un sacco di bei momenti! :D
Tosca ha scritto:
17 nov 2020 12:06
Paolo: ho riletto qualche anno fa L'amante di Lady C. e devo dire che l'ho trovato, per la seconda volta, di una noia mortale.
:(
Quando leggo il titolo di questo libro la prima cosa che mi viene in mente sono "i pantaloni di fustagno" del guardiacaccia :roll:
Dio non gioca a dadi con l'universo.
A. Einstein

Il Cosmo è anche dentro di noi. Siamo fatti di materia stellare. Noi siamo la via attraverso la quale il Cosmo conosce se stesso.
C. Sagan

Avatar utente
Tebaldiano
Messaggi: 15658
Iscritto il: 16 gen 2004 16:17
Località: Toscana

Re: Libro sul comò?

Messaggio da Tebaldiano » 19 nov 2020 03:21

Garganese, ti avevo avvertito in altro thread.
Tebaldiano ha scritto:
16 nov 2020 17:43
A Garganese dico, è questa è una mia nota puramente personale (se non gli va bene vada pure a lamentarsi col Direttore), che se rammenta una sola altra volta il Maestro Beatrice Venezi gli cancello in automatico il post, qualsiasi cosa ci abbia scritto.
Pensavi che scherzassi?
Immagine

Avatar utente
marcob35
Messaggi: 887
Iscritto il: 07 set 2017 16:59
Contatta:

Re: Libro sul comò?

Messaggio da marcob35 » 19 nov 2020 16:48

il vendicatore mascherato.PNG
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
...continui,inutili,pretestuosi,ammorbanti,futili,oziosi,sterili,irragionevoli, fatui,insensati,ripetitivi e gratuiti interventi,che dispensa con straordinaria generosità in tutte le sezioni del forum affliggono pesantemente.
-"GEWURZTRAMINER"

Rispondi