Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

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marco_
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da marco_ » 01 gen 2021 23:28

daphnis ha scritto:
01 gen 2021 22:58
Quando furono diretti da Ozawa, Abbado, Maazel, Jansons, Mehta, prevaleva comunque, su tutti questi pur eccellenti direttori, l'identità di un suono inimitabile. "Desaparecido" negli ultimi tre anni, vieppiù questa volta. Non riesco a considerarlo un bene.
Penso che non a caso hai citato Ozawa per primo: ricordo la sua direzione come la più bella dopo quella di Kleiber.

Stilisticamente è stato un concerto sui generis, ma in termini di puro suono non mi è dispiaciuto affatto eccettuata la mano pesante di Muti con le percussioni. Mi pare che da una ventina d’anni i Wiener abbiano ispessito il loro colore, virando dalla finezza dei dischi degli anni ‘50 al corpo odierno; probabilmente è inevitabile, essendo l’orchestra evoluta da un club maschile e viennese di amici e parenti (con tanto di posizioni ereditate fra generazioni), all’attuale crogiolo di provenienze. Trovo tuttavia che mantengano inalterata la loro inimitabile cifra identitaria, fatta di uno smalto flessuoso innervato di luminosità aurorale, con mobilità e cantabilità delle frasi che ogni altra orchestra austro-tedesca ignora. Aggiungo la tenuta immarcescibile di intonazione e articolazione in un concerto che sembra acqua fresca, eppur richiede cambi snervanti di approccio ogni tre minuti.

P.S.
Il violino di spalla oggi era il fratello di Manfred Honeck, dal suo Stradivari sa emanare suono come miele.



daphnis
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da daphnis » 02 gen 2021 00:29

Io stavolta di luminosità ne ho colta ben poca. Poi: Muti fa nulla di nuovo, nel 1950 un sommo direttore maestro della lettura in chiave "noir-decadente" della viennesità proponeva così il brano segnatamente massacrato dal direttore italiano. Con la differenza che Knappertsbusch era un genio e ne sortiva una impressionante, inquietante cattedrale di viennesità riletta-berliner, con tutto il profumo di un'epoca, di una storia, di una civiltà. Con Muti ciò si riduce a baccano pacchiano. Il "cantabile" di Knappertsbusch è epopea d'una civiltà al crepuscolo, il cantabile di Muti sbraca irrimediabilmente, proprio questo pezzo è rivelatorio in tal senso.

Fra l'altro , Bad'ner Mad'ln è magnifico, forse un capolavoro

https://youtu.be/HWDSo3tBSMA




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Giulio Santini
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da Giulio Santini » 02 gen 2021 01:04

Che incisione bellissima. L'agogica dimostra che nonostante tutto non è proprio musichetta. Ci sono delle vecchie cose, in questo repertorio, che fanno commuovere. Wiener Blut del 1941, diretto da Krauss, altro esempio.
https://www.youtube.com/watch?v=J3ZZmZSL1_o

daphnis
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da daphnis » 02 gen 2021 11:16

Eh sì!!!!!!!!


Ma non è per voler essere "passatisti", anzi il contrario! Giunti a questo punto della loro storia, e della nostra storia, amerei avere dai Wiener una rilettura davvero "di oggi", che né Muti né Barenboim (al di là del valore degli artisti) né Thielemann ci danno. Se devo ascoltare il "loro" Johann Strauss (e comunque questo repertorio) così come ce lo hanno proposto in questi anni, davvero tanto vale rifarsi ai miti del passato. E, ripeto, i direttori per provarci, ci sono! Avevo in bocca Currentzis (e mi piacerebbe!) ma non voglio aprire polemiche fra favorevoli e contrari. Ma, per dire, mettete un Salonen a meditare su questa musica... e vediamo cosa succede!

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Lachera
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da Lachera » 02 gen 2021 18:40

Bad'ner Mad'ln è così; infatti non è degli Strauss e la differenza è abbastanza evidente. Basta leggere la partitura che è tutta un fortissimo, Mit aller Kraft. Anche quest'altra incisione di Knappertbusch picchia duro, e comunque più di Muti:
https://www.youtube.com/watch?v=zLaK0HhUioU

ZetaZeta
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da ZetaZeta » 02 gen 2021 23:43

marco_ ha scritto:
01 gen 2021 23:28
daphnis ha scritto:
01 gen 2021 22:58
Quando furono diretti da Ozawa, Abbado, Maazel, Jansons, Mehta, prevaleva comunque, su tutti questi pur eccellenti direttori, l'identità di un suono inimitabile. "Desaparecido" negli ultimi tre anni, vieppiù questa volta. Non riesco a considerarlo un bene.
Penso che non a caso hai citato Ozawa per primo: ricordo la sua direzione come la più bella dopo quella di Kleiber.

Stilisticamente è stato un concerto sui generis, ma in termini di puro suono non mi è dispiaciuto affatto eccettuata la mano pesante di Muti con le percussioni. Mi pare che da una ventina d’anni i Wiener abbiano ispessito il loro colore, virando dalla finezza dei dischi degli anni ‘50 al corpo odierno; probabilmente è inevitabile, essendo l’orchestra evoluta da un club maschile e viennese di amici e parenti (con tanto di posizioni ereditate fra generazioni), all’attuale crogiolo di provenienze. Trovo tuttavia che mantengano inalterata la loro inimitabile cifra identitaria, fatta di uno smalto flessuoso innervato di luminosità aurorale, con mobilità e cantabilità delle frasi che ogni altra orchestra austro-tedesca ignora. Aggiungo la tenuta immarcescibile di intonazione e articolazione in un concerto che sembra acqua fresca, eppur richiede cambi snervanti di approccio ogni tre minuti.

P.S.
Il violino di spalla oggi era il fratello di Manfred Honeck, dal suo Stradivari sa emanare suono come miele.
Ma infatti hai colto il problema vero, che Vizzardelli si ostina a non vedere e a dare la colpa a Muti.
Avete voluto un'orchestra al passo con i tempi, la globalizzazione e la parità di genere? E ora beccatevi l'orchestra internazionale con un suono internazionale, una copia più o meno brutta dei Berliner.
In quanto al suono, è evidente che la lettura di Muti sia stata più lenta e sentimentalmente mediterranea di altre, e tuttavia forse alla fine di un anno come questo ci stava anche bene, così come la lettura del Danubio blu era coerente.
E francamente non credo che direttori più vicini al gusto di qualcuno qui dentro, come Gatti (il cui Barbiere ho apprezzato moltissimo) per esempio, avrebbero fatto molto diversamente.
E credo anche che con tutti i suoi limiti il concerto di Muti sia stato infinitamente meglio della fetecchia nostrana.

Poi certo, Boskovsky era un'altra cosa.
Ma anche l'orchestra e l'Austria stessa erano un'altra cosa. Ed anche l'Europa e il mondo...

ZetaZeta
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da ZetaZeta » 03 gen 2021 00:40

daphnis ha scritto:
02 gen 2021 11:16
Eh sì!!!!!!!!


Ma non è per voler essere "passatisti", anzi il contrario! Giunti a questo punto della loro storia, e della nostra storia, amerei avere dai Wiener una rilettura davvero "di oggi", che né Muti né Barenboim (al di là del valore degli artisti) né Thielemann ci danno. Se devo ascoltare il "loro" Johann Strauss (e comunque questo repertorio) così come ce lo hanno proposto in questi anni, davvero tanto vale rifarsi ai miti del passato. E, ripeto, i direttori per provarci, ci sono! Avevo in bocca Currentzis (e mi piacerebbe!) ma non voglio aprire polemiche fra favorevoli e contrari. Ma, per dire, mettete un Salonen a meditare su questa musica... e vediamo cosa succede!

marco vizzardelli
Come è noto, il concerto di Capodanno inizialmente non aveva direttori, ma fino al 79 è stato diretto dal primo violino, appunto Boskovsky, grandissimo musicista, che dirigeva con lo strumento e l'archetto. Poi venne Maazel e i direttori ospiti.
Torniamo a quell'epoca?

daphnis
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da daphnis » 03 gen 2021 09:35

Non risulta che i Wiener abbiano un direttore stabile. Muti, Thielemann e Barenboim sono direttori ospiti. Tutti sono direttori ospiti.


Ce ne sono altri, un paio li ho nominati, con i quali provare qualcosa d'altro (non penso a Daniele Gatti, altri ne ho in mente per questo scopo). Non pervenuti: e il Concerto di Capodanno si sta da anni arrotolando su se stesso. Mi pare un peccato



marco vizzardelli

pbialetti
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da pbialetti » 03 gen 2021 12:33

ZetaZeta ha scritto:
02 gen 2021 23:43

Avete voluto un'orchestra al passo con ... la parità di genere?
Quindi secondo te era meglio mantenere l'orchestra rigorosamente maschile, come fino a non molto tempo fa?

Io non me la sento di valutare il cambiamento di suono di un'orchestra che ho sentito dal vivo al massimo tre volte a distanza di anni, solo guardandola alla televisione. (Confesso peraltro di detestare il mondo musicale di Strauss - Johann, intendo - e quindi di aver resistito pochi minuti, anche perché ho trovato il gesto supponente di Muti inguardabile).

Quello che penso però, è che sia da parte dei Wiener Philharmoniker un atto di arroganza non prendersi un direttore stabile ed affidarsi prevalentemente a direttori ospiti ottantenni o quasi (o con mentalità da ottantenni). In questo senso li trovo molto conservatori. Io sono fermamente convinto che il gusto di noi spettatori si evolva con il tempo e va bene così. Io sono cresciuto con il Beethoven di Karajan (solo in disco, purtroppo) ed oggi vado pazzo per quello di Abbado e di Järvi, che sono diversi. È per questo che seguo la musica, altrimenti al millesimo ascolto del Beethoven di Karajan (per quanto favoloso) mi annoierei. Da questo punto di vista, l'idea di andare a Vienna a sentire i Wiener diretti da Thielemann, Muti o da Barenboim mi risulta così polverosa che non mi alletta.

Poi è chiaro che tutte le orchestre scendono a patti con la cassetta, e devono far venire i cosiddetti grandi nomi. Anche nei programmi dei Berliner abbondano concerti che non mi invitano a percorrere il pur più breve tragitto fino alla Philharmonie.

daphnis
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Re: Concerto di capodanno 2021 (Vienna)

Messaggio da daphnis » 03 gen 2021 18:37

Salvo la differenza... Che io adoro Johann Strauss ed il valzer viennese, mi ritrovo in gran parte di quanto scritto da Bialetti. Anche se ascoltare il Beethoven di Abbado, o Salonen o Jarvi mi appaga in un modo, ascoltare Klemperer Furtwangler o Karajan mi appaga in un altro: tengo tutto!!!!
Fra i miei ricordi live di questi anni e' favoloso quello di un Pipistrello ascoltato a Capodanno a Monaco da Kirill Petrenko, indimenticabile per leggerezza estro slancio e bellezza di suono. Ecco, Petrenko "fa" questo repertorio con perfetta cognizione di causa e risulta allo stesso tempo fresco, sintonizzato sull'oggi sia pur consapevole di una tradizione

Marco vizzardelli

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