Chung, Dindo e Kachatryan alla Scala - Beethoven

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marco_
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Chung, Dindo e Kachatryan alla Scala - Beethoven

Messaggio da marco_ » 11 ott 2020 22:36

Chung potrebbe essere definito ‘suonatore di orchestre’: quale che sia la compagine ne sa estrarre bellezza, fatta di timbri caldi e precisione assoluta.

Per rendersene conto basterebbe aver ascoltato stasera l’Allegro con brio della Settima: una resa indiavolata, dove il dionisiaco prevale sull’apollineo senza soverchiarlo, in cui convivono echi di una festa campagnola insieme ad altezze siderali. Questo tripudio è stato preceduto da un Presto bifronte, brioso e malinconico, e da un Allegretto stupefacente per i giochi fra viole -strumento amatissimo dal Maestro- e violoncelli. Il primo movimento alternava un incedere fluido con oasi di contemplazione delicatissime, servite con leggeri rallentando a imprimere un carattere profondo. Su tutto regnava grande equilibrio, coi momenti di tensione preparati e dosati. È un grande direttore beethoveniano.

L’orchestra era in gran spolvero, con toni caldi e grana marezzata di tutti gli archi: violini vellutati, viole setose, violoncelli e contrabbassi vaporosi. Non da meno i legni, sontuosi con menzione d’onore per Meoni e Thouand; ottoni impeccabili e timpani bilanciati.

Nella prima parte la stessa souplesse era al servizio del Triplo concerto, con Dindo al violoncello naturale ed estroverso, il giovane Kachatryan concentrato e poetico e lo stesso Chung al piano (tecnica sopraffina, pulito e dal tocco elegante).

Al termine tripudio per Chung, con pubblico e orchestra che quasi gareggiano a chi gli mostra più gratitudine.



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marcob35
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Re: Chung, Dindo e Kachatryan alla Scala - Beethoven

Messaggio da marcob35 » 15 ott 2020 02:50

È curioso ma poi non tanto, che un direttore come Chung che ben conosco in tutta la sua permanenza fiorentina come primo direttore, e in altre circostanze passate e presenti, generi deliri critici (un redattore della testata qui, anzi due, invero per chiamiamole "ragioni logistiche" del Nord Est italiano lo fanno ad ogni occasione), così come non tanto e non solo a me produca il massimo dell'essere egli "superficioso", ma ben più autorevolmente in un Paolo Isotta, che sarà fuori di testa direte, ma penso invece che troppo spesso si scambi il valore e l'entusiasmo che di necessità genera l'Autore e il suo famoso brano in ascolto, trasferendo tali bellezze al merito direttoriale. Proprio queste opposte valutazioni sono un po' la prova della "schizofrenia critica" che alberga negli appassionati e in buona misura pure nella critica "vera" non sempre DOC va detto.
...continui,inutili,pretestuosi,ammorbanti,futili,oziosi,sterili,irragionevoli, fatui,insensati,ripetitivi e gratuiti interventi,che dispensa con straordinaria generosità in tutte le sezioni del forum affliggono pesantemente.
-"GEWURZTRAMINER"

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