Marin Faliero a Bergamo

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ugo54
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Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da ugo54 » 23 nov 2020 12:11

Molto ricca la recensione di Danilo.
Bella e assolutamente condivisibile. :clap: :cin:
La messa in scena poteva essere una idea per la via di fuga attraverso le scale antincendio di un ospedale...psichiatrico
dove avrei rinchiuso il regista.
:shock:



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Martino Badoéro di Sanval
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Re: Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da Martino Badoéro di Sanval » 23 nov 2020 16:01

Lo spettacolo non ha convinto neanche me, sebbene scenicamente potesse comunicare qualcosa di interessante: la scena e le luci davano l'idea di un'ambientazione orwelliana, che a mio parere non stonava con la drammaturgia del libretto (dopotutto, il Doge è un burattino che cerca di ribellarsi allo strapotere dei Dieci e dei Quaranta).
Il problema secondo me è la riproposta di uno stilema registico sbagliato: già in Nabucco ricci/forte hanno lasciato fare tutta la regia (quando ce n'era una, dato che molte idee non sono state bene espresse) ai mimi, senza fidarsi dei solisti.
Spero che cambino approccio con la regia d'opera, perché sono sulla strada del non ritorno di Wilson e di Poda, con la riproposta allo stremo di idee artistiche note e arcinote che non cambiano di una virgola.
Non posso credere che un fatto del genere sia accaduto in un posto così tranquillo come Cabot Cove...

Devereux
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Re: Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da Devereux » 23 nov 2020 16:27

Tenendo valido il concetto che le regie non si dividono approssimativamente fra classiche e moderne, ma fra belle e brutte, non c'è dubbio che questa sia proprio brutta. A tratti perfino irritante.
Peccato per l'occasione sprecata!

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manrico64
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Re: Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da manrico64 » 23 nov 2020 16:29

Martino Badoéro di Sanval ha scritto:
23 nov 2020 16:01
Lo spettacolo non ha convinto neanche me, sebbene scenicamente potesse comunicare qualcosa di interessante: la scena e le luci davano l'idea di un'ambientazione orwelliana, che a mio parere non stonava con la drammaturgia del libretto (dopotutto, il Doge è un burattino che cerca di ribellarsi allo strapotere dei Dieci e dei Quaranta).
Il problema secondo me è la riproposta di uno stilema registico sbagliato: già in Nabucco ricci/forte hanno lasciato fare tutta la regia (quando ce n'era una, dato che molte idee non sono state bene espresse) ai mimi, senza fidarsi dei solisti.
Spero che cambino approccio con la regia d'opera, perché sono sulla strada del non ritorno di Wilson e di Poda, con la riproposta allo stremo di idee artistiche note e arcinote che non cambiano di una virgola.
caro Martino è vero che il Doge era un burattino nelle mani del Consiglio dei Dieci ma nel XIV secolo la Serenissima era nel suo momento di massimo splendore economico e commerciale. In questo allestimento, a mio avviso, totalmente privo di idee si propongono colori e immagini totalmente errati che richiamano il brutto e la decadenza. Per qualche ragione la regia deve ignorare completamente la trama in cui si parla di passione amorosa, tradimento, delitti, congiure focalizzandosi unicamente sulla terza dimensione, ossia il doge burattino, la società priva di certezze e altre cose che, caso mai, dovrebbero essere un di più?
Danilo

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manrico64
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Re: Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da manrico64 » 23 nov 2020 16:58

ugo54 ha scritto:
23 nov 2020 12:11
Molto ricca la recensione di Danilo.
Bella e assolutamente condivisibile. :clap: :cin:
grazie Ugo :cin:
Danilo

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Re: Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da Alucard » 23 nov 2020 17:16

Però potrebbe anche mostrare il vero lato di una Venezia depravata e corrotta, seppur ricchissima e splendente. La vera faccia della medaglia. Io più che sulla scenografia, mi concentrerei sul nulla registico.
Poi possiamo comunque concordare sul fatto che fosse la tribuna metallica dell'anno scorso riciclata :rider :rider :rider
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Re: Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da manrico64 » 23 nov 2020 21:25

Alucard ha scritto:
23 nov 2020 17:16
Però potrebbe anche mostrare il vero lato di una Venezia depravata e corrotta, seppur ricchissima e splendente. La vera faccia della medaglia. Io più che sulla scenografia, mi concentrerei sul nulla registico.
Poi possiamo comunque concordare sul fatto che fosse la tribuna metallica dell'anno scorso riciclata :rider :rider :rider
infatti questa domanda era rivolta alla regia :D
Per qualche ragione la regia deve ignorare completamente la trama in cui si parla di passione amorosa, tradimento, delitti, congiure focalizzandosi unicamente sulla terza dimensione, ossia il doge burattino, la società priva di certezze e altre cose che, caso mai, dovrebbero essere un di più?
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Re: Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da cabaletta64 » 24 nov 2020 00:47

Rivedo, seppure in TV il "Marin Faliero" , opera che vidi nel 2003 a Venezia (teatro Malibran), opera musicalmente discretamente bella, ma non bellissima, non lascia il segno nel cuore come altri capolavori donizettiani, musicalmente non ha nulla che uno spettatore possa metabolizzare in testa, rimane a mio parere un opera di seconda fascia, seppur meritevole di maggior rappresentazione, visione decisamente disturbata dall'insulsa messa in scena degli amichetti Ricci/Rossi e Ricci/Forte, e con angolature video che vogliono essere da grande cinema e che ovviamente non lo sono, a momenti mi aspettavo che la Francesca Dotto alla fine spiccasse il volo come Tosca, con tal regista la cosa poteva essere plausibile.
Certo che se il teatro di Bergamo doveva in qualche modo onorare e ricordare i loro tanti morti della pandemia allestendo un simile spettacolo ha sfregiato ancor di più la loro città, nulla dell'ambientazione storica, l'unica cosa che ricorda Venezia sono i tubi innocenti che sembrano essere quelli delle tribune dello stadio "Penzo" dove gioca il Venezia calcio.
Il cast mi pare meno buono da quanto recensito, ma ammetto di non essere riuscito a rimanere concentrato sul fattore canto con tutto quel muoversi fra i tubi da impalcatura edilizia.
Michele Pertusi, per quanto posso ricordare mi piacque di più nel 2003, qui lo trovo oltre che fisicamente (ma ci può stare) anche invecchiato vocalmente con un suono velato di opacità e una mancanza di squillo, per il resto del cast nel 2003 avevo la Devia, Rockwell Blake e Servile, qui il cast è sufficiente, anche se cantare in un simile contesto, senza pubblico e con una regia stralunata, ti fa sentire quasi inutile, probabilmente aver avuto il previsto Xavier Camarena avrebbe alzato la qualità del cast vocale.
Ce da sperare oltre a un ritorno normale in teatro, se e quando sarà, di non vedere....VEDERE....simili allestimenti scenici, almeno non buttiamo soldi per pagare questi personaggi dediti a fare del male all'opera, perché per me questo è danneggiare il teatro a 360°.

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Re: Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da ugo54 » 24 nov 2020 11:15

cabaletta64 ha scritto:
24 nov 2020 00:47
Ce da sperare oltre a un ritorno normale in teatro, se e quando sarà, di non vedere....VEDERE....simili allestimenti scenici, almeno non buttiamo soldi per pagare questi personaggi dediti a fare del male all'opera, perché per me questo è danneggiare il teatro a 360°.
Non so se il teatro viene danneggiato a 360°, il covid mi pare basti e avanzi, certo è che se si deve far passare l'idea che il teatro lirico per dirsi vivo, nonostante la pandemia, debba mettere in scena un tale orrore meglio sarebbe rappresentare l'opera solo in concerto in attesa di tempi migliori.
Lo dice uno che senza messa in scena si sente un pesce fuor d'acqua... :piango3

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manrico64
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Re: Marin Faliero a Bergamo

Messaggio da manrico64 » 24 nov 2020 12:32

cabaletta64 ha scritto:
24 nov 2020 00:47
Michele Pertusi, per quanto posso ricordare mi piacque di più nel 2003, qui lo trovo oltre che fisicamente (ma ci può stare) anche invecchiato vocalmente con un suono velato di opacità e una mancanza di squillo,
ti dirò, ovviamente ho sentito Pertusi dal vivo decine di volte e in questa occasione mi ha fatto decisamente una grande impressione. Mi è parso in possesso di una voce freschissima e, se possibile, addirittura maturata in meglio rispetto a qualche anno fa. Probabilmente la ripresa audio mandata in TV non ha reso al pari di ciò che hanno udito le mie orecchie in teatro. E ti assicuro che in questi ultimi anni non mi entusiasmo tanto facilmente. Sia detto ovviamente nel rispetto della tua opinione :D
Danilo

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