Coronavirus e teatri aperti

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marcob35
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 14 ott 2020 19:12

Coronavirus e... teatri chiusi

Propongo di cambiare il titolo del "topic" (si dice "topic", come farvelo capire!!!).
Trovatevi un altro passatempo al posto della Scala e simili...

Scala, un anno senza abbonamenti è la stagione della grande crisi

Alla Scala non era mai successo dal 1920. Da quando Arturo Toscanini istituì l’ente autonomo che liberava il teatro dal “ palchettisti”, fino ad allora proprietari dei 155 palchi del Piermarini. Salvo dopo i bombardamenti del ’ 43 e fino al ’ 46 per colpa della guerra. Per la prima volta, a causa del Covid 19, il teatro lirico più famoso del mondo quest’anno cancellerà la campagna abbonamenti. Una boccata d’ossigeno che l’anno scorso a quest’epoca aveva fruttato alle casse scaligere circa 15 milioni di euro. La stagione che il sovrintendente Dominique Meyer presenterà alla stampa, salvo sorprese, venerdì prossimo sarà annunciata trimestralmente: finché il governo non chiarirà nel prossimo Dpcm se la già ridotta capienza del teatro subirà o meno una ulteriore sforbiciata non è possibile fare le piante per la vendita dei biglietti. Impossibile quindi immaginare di poter vendere a rate gli abbonamenti. Senza contare che agli abbonati della passata stagione, che è stata in gran parte cancellata, sono stati offerti dei voucher come risarcimento.

Il sovrintendente Meyer è molto preoccupato. Alla prima di Aida in forma di concerto ha dichiarato pubblicamente che «se la Scala dovesse tornare al limite di 200 posti chiuderà » . E al concerto della riapertura con la Nona di Beethoven diretta da Riccardo Chailly aveva lanciato un appello a pubblico e istituzioni: « Non lasciateci soli. I teatri non possono vivere senza pubblico » . Aggiungendo: « Speriamo che la politica ci dia la possibilità di avere una capienza più ampia. I teatri sono luoghi sicuri». Oggi incontrerà i sindacati per la prima volta di persona per fare il punto della situazione. Il teatro, al momento, non avrebbe problemi di liquidità, ma si naviga a vista. Paolo Puglisi della Cgil non ha dubbi: «La Scala è un simbolo della cultura italiana nel mondo. Il governo deve fare come la Francia che ha sostenuto i suoi teatri. Se faremo la produzione piena serve un contributo straordinario tra i 15 e i 20 milioni. Altrimenti saremo costretti a mettere il 50 per cento dei lavoratori in cassa integrazione e fare solo piccoli spettacoli».

La Scala sperava di poter aumentare con un nuovo protocollo l’attuale capienza di 700 posti consentiti a 1.200. Se, invece, il prossimo Dpcm confermasse che le Regioni non possono più dare deroghe, il Piermarini non potrebbe più contare sui posti concessi dall’ordinanza del governatore Fontana. Meyer ha deciso di presentare comunque la stagione questa settimana. Anche se a tappe. Se tutto va bene si aprirà il 7 dicembre con la Lucia di Lammermoor di Donizetti, ma si sa già che quest’anno non ci sarà la tradizionale cena dopo lo spettacolo.

I sindacati vorrebbero convincere i vertici del teatro a puntare sugli spettacoli da trasmettere in streaming a pagamento. Un sistema che Meyer ha sperimentato quando dirigeva la Staatsoper di Vienna. Per installare le telecamere in tutto il teatro e le attrezzature necessarie, però, servirebbe un investimento di 900mila euro e i guadagni si vedrebbero non prima di due anni. Mentre attualmente il contratto con la Rai per le dirette degli spettacoli è molto più remunerativo. Sia economicamente che come ribalta internazionale.

(la Repubblica, ed. Milano, 12 ottobre 2020)

-1 adeguamento (corsivo)
Ultima modifica di marcob35 il 16 ott 2020 03:15, modificato 1 volta in totale.


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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 15 ott 2020 09:03

Cronache del futuro prossimo (?)

Lo spettro del lockdown

Di fronte a questo scenario, gli esperti sono pessimisti. Lo stesso Giuseppe Conte non esclude più un lockdown a Natale evocato dagli scienziati: «Molto dipenderà dal comportamento dei cittadini. Noi continueremo ad aggiornarci costantemente con le regioni, i presidenti hanno la possibilità di introdurre misure più restrittive se necessario». La linea è quella di lasciar fare ai governatori. Ma se aumentassero molto i contagi, il lockdown non riguarderà le attività produttive: fabbriche e aziende non richiuderanno. Secondo fonti di governo, si procederebbe eventualmente a ritroso rispetto alle riaperture dopo il lockdown di primavera: fermando prima cinema, teatri e palestre, poi parrucchieri e centri estetici, quindi ristoranti e bar, ultimi i negozi.


cfr. https://www.lastampa.it/cronaca/2020/10 ... 1.39417478
15 ottobre 9:10
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La globalizzazione commercial-culturale nello specifico musicale.

Messaggio da marcob35 » 15 ott 2020 17:42

In un altro mio intervento che è stato dalla Redazione spostato nel "topic" "Aida alla Scala" (https://www.operaclick.com/forum/viewto ... =1&t=25347) e che ho titolato "La lirica (non) è uno spettacolo popolare (?)", ho esposto le condizioni della "elitarietà" quanto meno odierna dello spettacolo costituito dall'opera lirica.

Andrà peraltro precisato un correlato aspetto che tutto "moderno", dal XX secolo, ha contribuito ad una problematicità di quanto ho segnato nel mio primo post. Esso-molto semplicemente-nasce nel momento in cui la tecnologia si intromette nel fatto artistico e lo segna sempre maggiormente con l'invenzione del grammofono, del disco, della riproduzione filmica, della trasmissione facile e ininterrotta via etere di suoni ed immagini, la commercializzazione audio video, la brutalità dei Social e media informatici.

Proprio oggi un amico si ricordava di quando il nonno, nella città toscana ora capoluogo ma un tempo provincia di Firenze, prendeva il grammofono coi dischi a 78 giri dei cantanti di grido e lo faceva funzionare nel giardino di casa, ove convogliavano le persone curiose ed appassionate.
Anche nelle serate d'opera nel locale teatro, sia pure per spettacoli di livello non certo eccelso, nel loggione si ritrovavano piccoli borghesi padronali e qualcuno dei lavoranti ed operai appassionati, segno di una comunanza di interessi che segnava l'evento e che farebbe fatto culturale popolare.

Oggi i Teatri hanno/avevano (Covid) l'obbligo di vendere i loro spettacoli alle televisioni, è un progetto assolutamente ineludibile e anzi che rientra perfettamente nel piano economico e gestionale, previsto dal bilancio entrate/uscite di un Ente lirico, là dove solo 60 anni fa, ben rararmente una prima veniva ceduta ad una televisione.
La diffusione e globalizzazione mondiale, con tutti i vantaggi e i moltissimi "svantaggi" (pessime produzioni contrabbandate per oro colato), il mordi e fuggi, l'immediata disponibilità del pezzo offerto-da un lato un enorme vantaggio rispetto un Bach che doveva fare leghe e leghe a piedi per un concerto di un famoso solista-con tuttavia una inevitabile caduta in basso di tutto ciò che non è frutto di ragionata e voluta elezione, ma solo acquisto da ipermercato, ebbene queste peculiarità viziate e viziose, si accompagnano al quadro descritto nella prima nostra riflessione.

Sarebbe quindi a dire, anzi ripetere e precisare, che l'opera lirica (e non solo) è e resta uno spettacolo di nicchia, elitario, con un paradosso che l'accompagna per un potenziale carico diffusivo responsabile il XX/XXI secolo, che ingannevolmente virerebbe per definizione al "popolare", mentre tale, propriamente, non è. Semmai solo-come si accennava-globalizzazione commercial-culturale nello specifico musicale.
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 16 ott 2020 02:45

Che fine ha fatto il bel canto?

Una riflessione che si apparenta al mio divenuto "post" del 15 Oct. h. 18:42 nella presente discussione ove è stato collocato dalla Redazione, si può leggere qui: https://www.arcipelagomilano.org/archives/55247

sotto al titolo
"Che fine ha fatto il bel canto?" casualmente pubblicato poco tempo fa a mia totale insaputa.
Ultima modifica di marcob35 il 17 ott 2020 06:14, modificato 1 volta in totale.
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 16 ott 2020 12:04

Signori, si chiude!


Coronavirus: verso lo stop di palestre, parrucchieri, saloni di bellezza, cinema e teatri per salvare la scuola


Gli esperti: «Meglio il coprifuoco ora che il lockdown tra una settimana». Oggi Conte potrebbe annunciare la chiusura di tutte le attività alle 22

Gli esperti che supportano le decisioni del governo lo hanno detto: meglio il coprifuoco ora che il lockdown tra una settimana e con ogni probabilità già oggi Conte calerà le carte di un nuovo Dpcm che ordinerà la chiusura di tutte le attività già alle 22. Lo conferma all’Ansa anche il capo delegazione del Pd al governo, Dario Franceschini, che – dice – «ho chiesto ieri al presidente Conte una riunione appena sarà rientrato da Bruxelles per decidere senza indugio nuove misure nazionali per contenere il contagio, d'intesa con le Regioni». Un colpo durissimo per l’industria della ristorazione e dell’intrattenimento, per le quali si studieranno sussidi economici mirati.

Dovrebbe essere accolto anche l’altro invito degli scienziati a chiudere le attività considerate più a rischio di contagio: palestre, parrucchieri, saloni di bellezza, cinema e teatri. Tutto questo sperano così di salvaguardare la scuola, dove almeno per ora proseguirebbero le lezioni in presenza, anche se resta in bilico la sorte dei ragazzi più grandicelli, quelli dell’ultimo biennio delle superiori, che potrebbero passare alla didattica a distanza per alleggerire in po’ il peso sui trasporti, dove l’affollamento è tra le cause della diffusione dei contagi.

Per risolvere il problema si pensa anche di imporre lo scaglionamento degli orari di entrate e uscita in scuole e luoghi di lavoro.
Troppo complicato invece chiudere le altre scuole frequentate dai più piccoli, che restando in casa terrebbero in ostaggio i loro genitori, soprattutto le mamme, con danni lavorativi che è facile immaginare.
Per gli esperti sono oramai da lockdown generalizzato Milano e tutta la Lombardia, ma a meno che il Governatore Fontana o il sindaco Sala non anticipino la mossa difficile che a farla sia oggi il governo, consapevole che una chiusura li metterebbe in gioco troppi punti di Pil.


https://www.lastampa.it/topnews/primo-p ... 1.39423921
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 16 ott 2020 13:32

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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 16 ott 2020 14:13

marcob35 ha scritto:
16 ott 2020 13:32
E a Firenze il Maggio dice...

https://www.maggiofiorentino.com/comuni ... -covid-19/
Ora-scusate-ma, dico io, come si può essere più-vah diciamo "bricconi"-del Pereira e dei suoi accoliti che fa pubblicare nel comunicato sopra riportato questo ridicolo passaggio:

Dal giorno della riapertura dopo il lockdown, avvenuta il 7 Giugno, circa 40.000 persone sono passate o hanno lavorato nel nostro Teatro e a oggi non si registrano casi di Covid19.

Lo sa Herr Pereira che nessuno (parlo almeno degli spettatori) fosse portatore sano o malato quiescente, del "Covidde" (alla toscana)? Hanno pistolettato tutti d'accordo e poi? Han chiesto certificati, han fatto tamponi sul posto, han chiesto, han seguito e controllato?
Via, d'accordo sdrammatizzare e non farsi prendere dal panico etc etc, ma addirittura arrivare a scriverle codeste 'ose sul sito...
Ma chi è il responsabile di questi comunicati, dico proprio chi li scrive?
Qualcuno sa dirmi il nome?
Demagogia e populismo alla grande.
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da ZetaZeta » 16 ott 2020 20:48

A me pare lapalissiano che i teatri sono stati finora luoghi abbastanza sicuri, su questo il comunicato ha ragione: i veri problemi, quelli del TPL o dei reparti di cure intensive nascono solo ora? Francamente sono stufo di essere trattato come un imbecille - parole di Cacciari - con messaggi più o meno terrorizzanti della stampa (la quale spesso non dice quanti asintomatici e quanti morti per altre cause rispetto al virus), cui seguono provvedimenti raffazzonati e senza basi scientifiche, come la famosa limitazione a 6 persone nelle feste private (indipendentemente che la casa sia di 40 o 400 mq) o quella dei teatri a 200 posti (indipendentemente dalla capienza e dalle vie di fuga).

PS - se poi uno ritiene quel comunicato una bricconeria, potrà tranquillamente stare al sicuro a casa :scemo

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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 17 ott 2020 08:43

Signore e Signori, buonanotte...



Anche qui: https://drive.google.com/file/d/1ItGPOA ... sp=sharing
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 19 ott 2020 07:37

Mehta e la strega

Continuano a brillare per unicità informativa i comunicati stampa dell'ìneffabile responsabile Stampa del Maggio. Da Oscar.
Dopo quello citato più sopra, ecco che arriva quello relativo allo spostamento del concerto di Mehta previsto il prossimo 22 e che sarà rinviato al 3 novembre, per indisposizione dell'ottuagenario direttore.
Come noto la privacy vi protegge per esempio quando sugli scontrini fiscali della farmacia, non viene messo il nome del farmaco che vi vien venduto, in modo che da esso non si possa risalire alla "brutta malattia" che tenete e una diffusa secretazione sulla vostra salute è la prassi: le malattie son mie e me le tengo io.

Questa volta invece il Teatro specifica che il Maestro tiene solo un banalissimo "colpo della strega" a fugare il dubbio che possa avere il "Covidde" naturalmente, il quale se dovesse maluguratamente piombare addosso all'illustre maestro, ormai rimasto unico faro del Maggio, creerebbe non pochi problemi.

Auguri a Mehta e al capo ufficio stampa dal quale attendiano altre chicche.

https://www.maggiofiorentino.com/comuni ... mbre-2020/
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