Coronavirus e teatri aperti

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ZetaZeta
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da ZetaZeta » 05 ott 2020 17:38

Giulio Santini ha scritto:
05 ott 2020 10:49
Se il nuovo DPCM prevederà il limite inderogabile di 200 partecipanti per gli eventi al chiuso, prevedo alquanti problemi nella programmazione e gestione dei biglietti degli enti lirici.
Di fatto chiuderanno tutto. Nel frattempo invece i trasporti pubblici viaggiano pieni all'80%...
Non so voi ma io sento un silenzio assordante del mondo dello spettacolo, forse dovuto a motivi politici...
Una spiegazione la dà questo post di FB:

"Inestricabile assembramento di sovrintendenti e direttori artistici – a Roma, nelle scorse ore – attorno a Dario Franceschini per scongiurare la minacciata nuova stretta sulle presenze nei teatri (con un tetto numerico predeterminato e uguale per tutti). Assurda. Da qualsiasi parte, aritmetica, politica, civile o morale, la si voglia giudicare. Ma solito spettacolo malinconico. Da accattoni di deroghe e attenzione di fronte a un interlocutore – quello politico ufficiale e i suoi silenti fiancheggiatori, cioè le diverse associazioni di categoria – che se ne avesse avuto intenzione, avrebbe avuto tutto il tempo per anticipare i tempi e sollecitare decisioni serie. Spiegando per cominciare – e dati alla mano – che in questi ultimi mesi i teatri, all’aperto e al chiuso, di musica di ogni genere e di parola, si sono dimostrati i più ligi ad applicare le regole sanitarie. E quindi i più sicuri. Alzando la voce per far comprendere che era e rimane ridicolo non proporzionare i posti disponibili alla capienza delle singole sale e alla possibilità di rispettare senza compromessi né risparmi di personale le norme di sicurezza per i dipendenti e per il pubblico (in base all’esperienza da spettatore in questi mesi, ad esempio va perfezionata l’attenzione nella fase un po’ lasca dell’abbandono della sala). Silenzio quasi assoluto.
Perché, per dirne una, l’Agis ai primi di settembre non ha inondato i media di numeri relativi alle manifestazioni comunque effettuate, e senza alcun contagi(at)o in estate, e il Mibact non ha fatto altrettanto, aggiungendo i dati relativi a musei e tutte gli luoghi/occasioni di cultura viva? Perché l’«assembramento» di cui sopra non s’è trasformato in protesta collettiva, in documento firmato da tutti, in gesto chiassoso che arrivasse non come quieta velina alle redazioni locali amiche ma chiamasse i tg nazionali? Perché non è stata almeno ritardata o trasformata in espressione di rimostranza la manifestazione musicale ufficiale ch’era in programma con la presenza del ministro e di altri rappresentanti politici?
Ennesima occasione persa. Al momento buono, e anche se ha ragioni da vendere, lo “Spettacolo del vivo” non rivendica con fierezza e unanimità ma è sempre lì a elemosinare; e ognuno per la propria parrocchietta. Sembra non conoscere, o aver paura di usarli per non scontentare i rappresentanti dei piccoli apparati governativi, gli strumenti e le regole per «fare spettacolo», creare «colpi di teatro» e farsi valere di fronte alla pubblica opinione e indispettire, come sarebbe suo diritto e dovere, il quieto vivere del ministero e dei suoi rappresentanti politico-istituzionali. Forse ha dimenticato come si fa. O non osa perché la maggior parte dei suoi rappresentanti/organizzatori/direttori più o meno artistici di quel mondo sono un’espressione."




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marcob35
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 10 ott 2020 15:20

De voucher

Marco Tullio Cicerone avrebbe scritto:

Sorge a questo punto un duro problema.
Essendosi ridotti a 200 i posti vendibili (occupabili) in un teatro, qual sia la capienza dello stesso, avendo-in Firenze- quell'impavido sovrintendente che appellasi Alexander Pereira venduto sconsideratamente in anticipo, recite su recite, per un anno intero, sino ad un terzo della disponibilità plantare (ergo 600 su 1800), cosa farà il Teatro?
Estrarrà a sorte i duecento favoriti spettatori e avvierà la solita macchina voucheriana per rimborsare i già in rimborso biglietti attuali per quelli "in esubero" ossia da 201 a 600 (a parte le prevendite che resteranno sul groppone)?
Il dubbio è indegno di un uomo, ma certo non poteva andar peggio.
Chi vivrà ci dirà.
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tower
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da tower » 11 ott 2020 17:37

Io ho comprato pochi giorni fa i biglietti per andare ad ascoltare Kavakos alla Scala (8 novembre). Per una volta è stato semplice comprare i biglietti della Filarmonica.
Spero che adesso non facciano saltare tutto con regole assurde.

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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da UltrasFolgoreVerano » 11 ott 2020 20:31

tower ha scritto:
11 ott 2020 17:37
Io ho comprato pochi giorni fa i biglietti per andare ad ascoltare Kavakos alla Scala (8 novembre). Per una volta è stato semplice comprare i biglietti della Filarmonica.
Spero che adesso non facciano saltare tutto con regole assurde.
Preparati ...

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Giulio Santini
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da Giulio Santini » 12 ott 2020 12:23

Franceschini definitivo (almeno per il momento):
https://www.repubblica.it/politica/2020 ... 2-S1.12-T1

Peraltro, una buona notizia:
https://agcult.it/a/25716/2020-10-11/co ... o-contagio

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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da ugo54 » 13 ott 2020 09:14

Il nuovo DPCM non tocca il numero degli spettatori dei teatri che possono accedere in sala chiusa, 200, e all'aperto, 1000 ( chissà poi che razza di spettacoli si potrebbero fare all'aperto con l'inverno alle porte....)
Lo annuncia in modo trionfale il Ministro Franceschini!
Quindi?
A detta dei sovrintendenti il "sistema" non può reggere.
:chiove :piango3

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Giulio Santini
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da Giulio Santini » 13 ott 2020 09:20

Sono fatte salve le deroghe regionali già in essere e rimane la possibilità di introdurne di nuove. Sicché non cambia nulla, per ora.

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marcob35
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da marcob35 » 13 ott 2020 10:44

Intanto a Firenze (OF)...

Domenica sera. Concerto di Inbal (Bruckner 5). Posti esauriti in Galleria (ho potuto vendere benissimo un doppio acquisto mio), palchi e platea a prezzo medio. Erano liberi un po' di posti in platea al prezzo massimo.
Maschere sui musi di tutti, e maschere (con le maschere) disseminate ovunque a controllare e misurare febbre.
In Galleria dovevano esserci interi nuclei familiari di congiunti, compagni, conviventi, tutti fratelli insomma, perché le distanze lo sa Gesù dove fossero.

Maschera nera che al calar delle luci ha controllato con occhio di falco che tutti avessero l'aspetto da banditi del Far West.
Il solito mio amato e vezzoso mascherello che esce, a chi si approssima all'ascensore: "Chiedo venia, Signori, non più di 2 persone per volta". Tutti ubbidiscono.

Presentazione prima del Concerto con pubblico in maschera.

Ma alla fine dei 72 minuti (una esecuzione abbastanza rozza e grezza; si ringraziano gli ottoni, qualcuno ha detto da "osteria", emissione e intonazione precari), una signora esce in maschera e si crea un capannello di maschere alle quali ella si indirizza:"C'era una donna che non aveva la maschera... Gli ho detto di mettersela e lei ha detto "M'importa 'na -parola non permessa-Io non la porto".
E prosegue: "Ora fo una bella denuncia, servirà a quel che servirà... Ma essere presa per 'ulo...".
E le maschere: "La fa bene, Signora. La fa di molto bene... Noi l'è sè detto... Ma nulla. Parlare cor muro... Ochesipotefaremaremmabona???".

Ogni tanto nell'ora e dodici di sublime masturbazione bruckneriana (crf. Arbasino) sollevavo di nascosto un lembo della mia mascherina, sperando che la solerte maschera che mi fila da anni, non fosse alle mie spalle a redarguirmi....

1 ec per typo
Ultima modifica di marcob35 il 13 ott 2020 18:22, modificato 1 volta in totale.
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Tebaldiano
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Re: Coronavirus e teatri aperti

Messaggio da Tebaldiano » 13 ott 2020 17:20

marcob35 ha scritto:
13 ott 2020 10:44
Il solito mio amato e vezzoso mascherello che esce, a chi si approssima all'ascensore: "Chiedo venia, Signori, non più di 2 persone per volta".
Dal Maggio mi avevano fatto sapere che né l'interessato né il Maggio stesso gradiscono che ci si riferisca a un giovane lavoratore con appellativo canzonatorio. Sei vivamente pregato di abbozzarla.
Nella specie, come al solito, lui stava semplicemente svolgendo (e bene) il suo lavoro.
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