TOSCA alla Fenice

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Jo-Jo-San
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da Jo-Jo-San » 29 lug 2008 11:11

Ecco la puntata di Prima della prima:







:love: :love: :clap: :clap: :clap: :love: (però tra Fraccaro e Guelfi... :? )


[i]...Non è nulla avere la voce. La voce è importante, perchè è la prima cosa. Ma allora devi lavorare e devi capire ogni parola, ogni frase...[/i]

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notung
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da notung » 29 lug 2008 12:06

Fraccaro non l'ho sentito, quella sera c'era Armiliato (molto bravo, come già ho detto sopra).
Guelfi era molto, ma molto meglio che in questa registrazione, fidati, anche perché ha stemperato certi eccessi interpretativi.
Questo non vuol certo dire che sia stato uno Scarpia ideale, ovviamente.
Ciao!
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notung
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da notung » 29 lug 2008 17:34

Volevo già dirlo questa mattina, ma poi me lo sono scordato.
L'impazienza furibonda con la quale Dessì ascolta le indicazioni dello scherano di Carsen nella scena della morte di Scarpia (credo che avrebbe ucciso davvero lui molto più volentieri) è imperdibile quasi quanto la definizione di Guelfi a proposito di Scarpia stesso, che non riporto perché di politica non si parla.
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da ravel » 31 ott 2020 09:31

Non ci posso credere, Vittorio: Tosca mancherebbe di interesse drammatico? ma se era proprio l'eccesso d'azione che Giacosa rimproverava al soggetto ... Fino all'uscita di Cavaradossi con Angelotti, poi, viene attuato il meccanismo della liaison de scènes.

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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da ravel » 31 ott 2020 10:05

dadeluna ha scritto:
26 mag 2008 10:12
E comunque anche Mosco Carner, che di Puccini è stato fra i primi credibili mentori ed esegeti, non la pensa davvero come Karajan sui caratteri paradigmatici dell'orchestrazione di Tosca <la caratterizzazione musicale simultanea di un'atmosfera religiosa e dei vari stati d'animo avrebbe richiesto il genio di un Wagner o di un Verdi e andava oltre le possibilità di un Puccini>, riferendosi al Te Deum.
Caro Davide,

Anche Carner ha scritto delle stupidaggini, e più di una. Quella citata è una di quelle che più risente delle sue origini 'austroungariche'. Il quadro grandoperistico che chiude l'atto primo è immane, e il fatto che Scarpia canti sopra le preghiere la dice lunga. Il mostro è uno degli interpreti più coerenti del potere bigotto e papalini, e tutti quelli che abitano in questo palazzo d'orrori potrebbero seguire il suo esempio. Servirsi delle religione, cioè, per soddisfare gli istinti più bassi, nel nome di quell'Iddio che la passione sessuale gli fa dimenticare proprio mentre si canta l'inno più solenne della chiesa. Nel prossimo numero degli «Studi pucciniani» (6, 2020) si parlerà anche di questo.

Ciao, Michele

albertoemme
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da albertoemme » 31 ott 2020 15:46

C’ero anch’io a quella prima. Con la Dessi’ cantava Fraccaro. Ricordo lei in gran forma e la regia geniale di Carsen.-

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