TOSCA alla Fenice

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fradiavolo_rOBERTO CONTE
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da fradiavolo_rOBERTO CONTE » 25 mag 2008 12:38

Due brevi impressioni sulla prima di questa Tosca della Fenice.
Cominciamo dall'elemento che finora ha fatto discutere di più: la regia di Carsen.
Purtroppo, personalmente, sono rimasto deluso: non solo rispetto ad altre sue regie geniali ed indimenticabili, ma proprio nel complesso. A parte che l'idea della Tosca in teatro non mi sembra che sia originale (non dubito che lo fosse nel 1992, ma allora perchè riproporre oggi questo allestimento?), l'ho trovata troppo spesso incongruente: se Scarpia dice "un tal baccano in chiesa", o porge a Tosca l'acqua santa, non credo di sbagliare a sostenere che si deve essere in una chiesa, solo per fare un esempio.
Detto questo, bisogna comunque riconoscere che, come sempre, il lavoro di regia c'è ed è attento (in coerenza con i fini che si pone).
La direzione: si trattava della prima, quindi lo spettacolo era poco rodato, mettiamola così, ma ci sono stati tanti e tali scollamenti in buca e col palcoscenico, da non poterla giudicare una direzione positiva (in più non è che ci fosse molta raffinatezza).
Daniela Dessì: brava, molto, molto brava. E non aggiungo altro.
Pur in una prestazione discreta, po' di delusione da Fraccaro: a me generalmente piace, ma ieri mi ha lasciato qualche perplessità per alcune imprecisioni vocali e un approccio troppo superficiale al personaggio. In genere è molto più affidabile, non dubito potrà migliorare nelle repliche.
Lo Scarpia di Guelfi è stato fra il mediocre e il pessimo. Il volume non basta.
Scarso l'apporto degli altri personaggi, non oltre la routine.
Anche il coro e l'orchestra, credo, potranno avere un giudizio più appropriato nelle prossime recite, in questa non hanno particolarmente brillato.

ps:
paolo arreghini ha scritto: Spoletta potrebbe avere la notizia da Sciarrone o da altri, in fondo ci sono le voci in back-ground: "Vi dico pugnalato...la donna é Tosca!".
Concordo con Arreghini: anche secondo me Spoletta è presente a Castel S.Angelo da subito. In fondo l'ultimo ordine che Scarpia dà a Spoletta è: "Le darai passo. Bada: all'ora quarta... ", quindi....!


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Jo-Jo-San
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da Jo-Jo-San » 25 mag 2008 15:44

Abbastanza d' accordo con quanto espresso dal Frate: regia parecchio deludente, anche se l' impatto visivo di talune scene è notevolissimo e non mancano le "zampate" del Genio (Tosca, davvero divina, con gli occhiali da sole per non mostrare le lacrime ai fans indiscreti che le chiedono gli auotografi... :love: ); SPLENDIDA Daniela Dessì, tanto vocalmente quanto scenicamente; tra l' insufficiente ed il mediocre il livello dei due maschietti; sufficiente invece la schiera dei comprimari, con gli abituali sbandamenti del Pastorello bambino e i nasaleggiamenti di Spoletta. Almeno Angelotti si lasciava vedere più che volentieri... che peccato che resti in scena solo per i primi venti minuti... :mrgreen:
Orchestra allo sbaraglio.

Se riesco a trovare dei posti decenti (non è spettacolo da loggione) torno il 28 per sentire Armiliato. C'è qualcuno??
[i]...Non è nulla avere la voce. La voce è importante, perchè è la prima cosa. Ma allora devi lavorare e devi capire ogni parola, ogni frase...[/i]

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Maurizio Dania
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da Maurizio Dania » 25 mag 2008 22:41

L'allestimento era lo stesso del Liceu di Barcelona che vidi tra un mancato concerto Caballè e la Stuarda Gruberova- Ganassi - Florez.
Là cantò la Mericioiu. E Giordano, afono dalla metà del primo atto in poi. Ma il successo decretato dal pubblico fu trionfale. Nonostante tutto mi fece scrivere allora un post dal titolo, se non ricordo male:"Conta di più il titolo dell'opera o attirano di più gli inerpreti?". Le sedie, il piano inclinato, la difficoltà nel rimanere in piedi, mi sembrò anche l'usccisione di Scarpia, uno stravolgimentio della tradizione ben più grave della discussa messa in scena della Clemenza di Tito torinese.
Il titolo sicuramente, almeno in Barcellona superò la pochezzza, sulla carta e poi confermata in teatro, della compagnia di canto. Vissi d'arte venne cantata sul proscenio, come l'aria di un concerto e avulsa dal contesto dell'azione.
Gentile Jo-Jo-San, mi piacerebbe incontrarla in una delle prossime occasioni, magari a Venezia.
Fabio Armiliato scrive, e ci mancherebbe, pensieri condivisibili. Ovviamente intelligenti.
Nulla di dire sulla prestazione della signora Dessì, dopo Norma, tornata nel suo terreno oggi ideale per la sua vocalità. Sul resto molti hanno già scritto ed è inutile ripetersi.
Anche sulla direzione d'orchestra. Non sempre è necessario puntualizzare soprattutto quando uno spettacolo è stato già visto, ampiamente discusso, in Italia ed all'estero.
Con Armiliato mi sarebbe piaciuto discutere d'altro, ma credo che non sempre ciò sia possibile, anche perchè sovente manca il tempo e poi, ovviamente mi rendo conto che non ha ritenuto, come mi ero offerto di fare, di chiacchierare sul suo Pollione che potrebbe migliorare non poco rispetto alla sua ultima recita.
In fondo chi son io o chiunque di noi per dare consigli a chi è giustamente considerato un tenore di grande richiamo e che con la signora Dessì costituisce una coppia inossidabile e, immagino, irraggiungibile? :cin:
In ogni caso è stata una bella edizione di Tosca. Piacevole serata in un'incantevole Venezia, finalmente un poco liberata dall'assedio dei turisti d'assalto e maleducati.
"Sic transit gloria mundi". Eppure la sensibilità musicale, a volte, come disse Muti, può albergare ovunque, anche in chi non suona nei Berliner...(A proposito, strepitosi, nel parco berlinese che ha sostituito l'inagibile sala storica- io non c'ero - ma c'è già la registrazione dell'evento). Auguri di cuore sia alla signora Dessì, sia ad Armiliato.
Chi non ama la musica, invecchia prima degli altri.

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dadeluna
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da dadeluna » 26 mag 2008 10:12

nel mio piccolo penso che dirigere Tosca, come tante altre opere, sia "terapeutico"
Permettimi d'aggiungere, Matteo, "ci mancherebbe altro".
Che poi Tosca sia propedeutica, oltreché terapeutica, "come tante altre opere" la dice lunga sulla sua indispensabilità nel bagaglio formativo d'un direttore. E comunque anche Mosco Carner, che di Puccini è stato fra i primi credibili mentori ed esegeti, non la pensa davvero come Karajan sui caratteri paradigmatici dell'orchestrazione di Tosca <la caratterizzazione musicale simultanea di un'atmosfera religiosa e dei vari stati d'animo avrebbe richiesto il genio di un Wagner o di un Verdi e andava oltre le possibilità di un Puccini>, riferendosi al Te Deum, nonostante l'autorevolissimo punto di vista di Gavazzeni che dei più felici momenti musicali dell'opera fa una vera e propria dissertazione (cfr. La Tosca come campione esecutivo pucciniano, in QP, Quaderni Pucciniani, 1982 pp 77-82) riprendendo proprio la "genialità" del Carner che agli artifizi scenici (posizioni dei vari elementi sonori sulla scena) attribuisce la più felice soluzione prospettata da Puccini per restituire cromatismi e implicazioni tonali tipiche del gregoriano.

Scusate l'OT, altro plauso per quella clausola vera, anzi verissima clausola, che cita Ferrara. Vabbè... se l'ha conosciuto si conferma soltanto la veridicità del detto "il pane a chi 'un ha i denti".

Fine polemica. Per stamani.

Non capisco bene, e forse avrei dovuto più corretttamente aprire un thread specifico, come mai ogni volta che si parla del sagrestano si debba aggiungerci qualche riferimento alle caccole...
Antonio, non lo capisco proprio!

Il personaggio del sagrestano in Tosca non è per niente debole o poco definito dal librettista llica e dal musicista Puccini. Intanto è uno dei personaggi restanti dalla scrematura fatta sui ventitré presenti nel dramma di Sardou , ridimensionati nell'opera a nove. Ed è, come noto, uno dei due caratteristi importanti assieme a Spoletta.
Quanto alla sua caratterizzazione credo non si possa mettere in dubbio... con ciò che Puccini scrive in notazione - l'incedere del basso è caratterizzato da un temino saltellante a simulare strumentalemente la balbuzie - e in commento - "un tic nervoso segnato da un rapido movimento del collo e delle spalle" -.
Insomma, non si scandalizzi Antonio di fronte alle coerenti caratterizzazioni del Sagrestano: egli è il personaggio "buffo" che riassume <l'umoristico diversivo che attenua la tensione> e incarna <la caratterizzazione del sostrato clericale dell'opera>, come argutamente coglie Michele Girardi, sempre pronto a brontolare e a inginocchiarsi ogni qual volta si presenta qualcosa che si discosta minimamente dall'ortodossia benpensante. Un personaggio di cui Puccini si serve anche per affermare la meschinità dell'animo umano, che col segno della croce si assolve dai più piccoli (quando fiuta le due prese di tabacco o quando nasconde avidamente il paniere, supposto pieno, del pittore) ai più grandi peccati (la solerzia con cui si fa confidente di Scarpia e delatore, quindi, di Cavaradossi).
Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti (Martin Luther King)

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matabr1967
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da matabr1967 » 26 mag 2008 12:30

Reduce dalla recita di ieri, 25.05.08.

Ammetto che mi sono abbastanza stupito quando mi sono visto Tosca ergersi quale Vergine Addolorata alla fine del primo atto: pareva una di quelle feste popolari molto mediterranee.

Secondo atto strepitoso: basterebbe questo per decretare il successo della produzione.

Dessì a mio avviso favolosa, dall'inizio alla fine e "Vissi d'arte" da 10: avesse tenuto il legato finale (vedi anzi ascolta Caballé), che mi piace tanto ,avrebbe meritato la lode.

Fraccaro in difficoltà di intonazione e di tempo: tanto mi era piaciuto in Turandot, quanto mi ha deluso ieri.

Guelfi, l'ombra di se stesso.
"Conosco un Tizio con una gamba di legno di nome Smith..."
"Ah sì? E come si chiama l'altra gamba?"

(da Mary Poppins)

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chateauvasc
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da chateauvasc » 26 mag 2008 13:32

Vista (o meglio, ascoltata) la recita di ieri. Non posso giudicare la regia in quanto dal mio posto ho potuto vedere abbastanza bene solo l'uccisione di Scarpia e 'Vissi d'arte' perchè cantata al proscenio.

Concordo con i giudizi sui cantanti di chi mi ha preceduto
Ho trovato strepitosa la Dessì sempre e soprattuto in Vissi d'arte, dove mi ha addirittura emozionato cantando peRRchè me ne remuneri così implorando e quasi imprecando con rabbia (grande attrice oltre che stupenda cantante). Meritatissima l'ovazione.
[i]Sii come sembri o sembra come sei [/i](Mevlana)

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Jo-Jo-San
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da Jo-Jo-San » 26 mag 2008 13:43

chateauvasc ha scritto:Ho trovato strepitosa la Dessì sempre e soprattuto in Vissi d'arte, dove mi ha addirittura emozionato cantando peRRchè me ne remuneri così implorando e quasi imprecando con rabbia (grande attrice oltre che stupenda cantante). Meritatissima l'ovazione.
Grazie a Dio c' era un pubblico attivo. Venerdì, alla prima, m' è parso parecchio comatoso, o comunque non riconoscere pienamente l' eccelsa prova della Signora. :(
[i]...Non è nulla avere la voce. La voce è importante, perchè è la prima cosa. Ma allora devi lavorare e devi capire ogni parola, ogni frase...[/i]

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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da paolo arreghini » 26 mag 2008 13:50

Jo-Jo-San ha scritto:
chateauvasc ha scritto:Ho trovato strepitosa la Dessì sempre e soprattuto in Vissi d'arte, dove mi ha addirittura emozionato cantando peRRchè me ne remuneri così implorando e quasi imprecando con rabbia (grande attrice oltre che stupenda cantante). Meritatissima l'ovazione.
Sono felice e commosso. E' un periodo che sono innamorato della Dessì, che peraltro avevo già ammirato dal vivo in Tosca.
Mi viene in mente un particolare. In un'intervista dei primi anni '90, Joan Sutherland sostenne che la sua carriera o meglio, il modo di concepire e gestire la sua vocalità anche nel repertorio abituale, cambiò radicalmente dopo il debutto in Norma.
Auguri vivissimi, dunque, e complimenti alla splendida coppia.
Elfo Erestor Elendil

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mascherpa
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da mascherpa » 26 mag 2008 13:59

Jo-Jo-San ha scritto:Venerdì, alla prima, m' è parso parecchio comatoso, o comunque non riconoscere pienamente l' eccelsa prova della Signora. :(
Il pubblico degli abbonati alle Prime è geneticamente convinto che i miracoli che, invero piuttosto raramente, gli capita d'ascoltare gli siano dovuti per diritto divino, e che anzi siano sempre miseramente inadeguati ai suoi altissimi meriti.

Però preferisco quest'atteggiamento un tantino ancien régime a quello del nuovo pubblico ameboide delle prime fuori abbonamento della Scala, che quasi sempre applaude "convinto" per non essere sopettato di non avere capito che ha degustato prelibatezze stellari, anche se gli sono state propinate deiezioni in umido.
Si ce que je dis ne vous plaist pas, je ne scais qu'y faire. C'est moi, pourtant, qui exprime la vérité (JC, d'après GTdL)

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paolo arreghini
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Re: TOSCA alla Fenice

Messaggio da paolo arreghini » 26 mag 2008 14:33

Vittorio, quale ardir!
:D
Elfo Erestor Elendil

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